La comunicazione e le comunicazioni

In origine fu…

E’ così che voglio iniziare questo post. Perchè quel che conoscevamo un tempo sui mezzi di comunicazione adesso vale solo come “base storica” da cui partire per analizzare la situazione odierna. Ormai i mezzi di comunicazione sono così variegati che gli stessi operatori fanno spesso fatica a identificare quale sia il media migliore per trasmettere un messaggio. Le macro categorie hanno al loro interno una miriade di ramificazioni che tendono a segmentarsi – specializzarsi – quasi giornalmente. La diretta conseguenza è che i linguaggi della comunicazione hanno subito sostanziali modifiche in termini di evoluzione e ampliamento. Ogni media ha una serie di “appendici” ognuna delle quali richiede un lessico specializzato.

In una realtà così (dis)organizzata le comunicazioni si sovrappongono lanciando messaggi discordanti, ripetitivi e – in alcuni casi – difficilmente comprensibili. E’ un mormorare continuo al cui interno le aziende, spesso incapaci di padroneggiare i media a loro disposizione, sono costrette a entrare. Consapevoli della difficoltà di segmentare il proprio pubblico e di scegliere il media corretto hanno due strade tra cui scegliere:

- mi rifugio nella vecchia pratica “sparo nel mucchio e becco quanti più posso”
- mi affido agli esperti

Entrambe le strade hanno ovviamente dei limiti, palesi nel primo caso, più subdoli nel secondo.

Lo sparare nel mucchio presuppone una disponibilità economica considerevole. Affidarsi agli esperti? anche! La discriminante sta nei risultati. Se gli esperti sono in grado non solo di spiegare ma anche di apportare benefici al business allora sono bene accetti. Nel caso contrario teneteli quanto più lontani possibile.

Eppure, nonostante la disponibilità economica, gli esperti e una tecnologia all’avanguardia, è raro che una campagna di comunicazione raggiunga gli obiettivi sperati. Non ci credete? Quanti sms pubblicitari ricevete ogni giorno? da chi? spesso si tratta di servizi che non avete mai sentito. Eppure sono tutti messaggi che vi riguardano: la possibilità di avere un prestito; una nuova offerta di un operatore telefonico; un’assicurazione scontata dal momento che la vostra è in scadenza. Sono tutti messaggi “in target”. Sono calibrati su di voi da qualcuno che vi conosce. Allora perchè non vi sollecitano? semplice! sbagliano il modo, il momento e soprattutto il mezzo.

E’ importante tenere presente che ogni strumento è funzionale ad uno scopo. Di conseguenza un’azione ben studiata mirerà a concentrare i propri sforzi su quei media maggiormente affini al pubblico. Ma quali sono le regole da tener presente? quali gli errori in cui non cadere? Cercheremo di dare un’indirizzamento e di sfatare dei miti (o delle false credenze) con delle domande/risposte sotto forma di intervista. Non perchè esistano delle risposte “monolitiche”. Probabilmente tra qualche mese dovremo rivedere le risposte. Ma più semplicemente per non diventare un polpettone illegibile.

Non ho un sito web. E non sento l’esigenza di averlo. E’ sbagliato?
Non è corretto il punto di partenza. Se sei un’azienda (grande o piccola non importa) quello che dovresti chiederti è: “ma i miei clienti hanno bisogno del mio sito web?” Il fatto che tu non senta la necessità non vuol dire che sia lo stesso per gli altri. Magari ti stanno cercando o vogliono prendere delle informazioni su di te e i fatto che tu non abbia un sito non depone a tuo favore.
Se poi si considera che un utente ricerca sul web informazioni prima di fare un acquisto è evidente che esserci amplia le nostre possibilità di vendita.

Che tipo di sito web devo fare? basta un sito vetrina? o devo aspirare ad altro?
E’ inutile realizzare un sito sovradimensionato rispetto alle proprie esigenze. Un uso corretto della tecnologia deve tendere ad ottimizzare le risorse (anche economiche) e creare un progetto “scalabile” in grado di evolvere con il tempo.

L’agenzia di comunicazione a cui mi sono rivolto mi ha chiesto uno sproposito per il mio sito. Un amico me lo può fare a pochissimo. E a nero…
Vai dal tuo amico allora. Solo, preparati ad avere un servizio più scarso. Se l’agenzia ti ha chiesto un certo prezzo ti avrà dato anche una motivazione. Probabilmente avrà impegnato tempo per raccogliere le tue necessità e studiare un giiusto piano di comunicazione. Il tuo amico farà lo stesso?

Basta il sito web? oppure mi conviene anche altro? magari una pagina su facebook o un’applicazione per il telefonino
Questo è un problema annoso e che difficilmente troverà una soluzione unica. Diciamo subito che è inutile spendere soldi per qualcosa che non si utilizzerà o che, peggio, verrà sfruttato male. Se il sito è quasi un must per le aziende non si può dire altrettanto per le presenze sui social network, per le applicazioni e via di questo passo.
Pensiamo un attimo al sito web. Le caratteristiche che il sito deve avere sono strettamente collegate all’ambito in cui l’azienda opera. Se – ad esempio – l’azienda vende software è più che probabile che il suo sito avrà una caratterizzazione grafica che viri sulla semplicità e sulla chiarezza, con aree dedicate alla vendita, al customer care e un forum per gli utenti. Viceversa un’azienda il cui business è incentrato sulla bellezza porrà maggiore attenzione al trattamento grafico ed alle “emozioni” che può suscitare. Insomma: ogni azienda ha delle esigenze specifiche che vanno di volta in volta sviscerate.

Sul web posso dire quel che voglio?
NO! La comunicazione intesa come top/down è un modello ampiamente superato. La grande azienda non si pone più come detentrice della conoscenza ma come interlocutore paritario (almeno in apparenza) del pubblico. E’ emblematico che compagnie come Trenitalia e Tim abbiano aperto degli spazi web all’interno dei quali rispondono ai propri utenti. La considerazione da cui prende le mosse questo nuovo modello di comunicazione è – almeno per l’azienda – utilitaristico: dal momento che non posso nascondere facilmente errori e/o magagne perchè sul web si sanno comunque tanto vale che cerchi di risolverli a mio favore. Un problema su un telefono (o su di un servizio) può diventare una grande opportunità se colta nel momento giusto. Dare ascolto a coloro che quello strumento lo utilizzano mi permetterà di migliorare il servizio ad un costo estremamente inferiore (non dovrò mettere in campo risorse per analizzare e vagliare le possibili soluzioni).

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